Il Re Giallo – Robert W. Chambers

[Questa recensione è stata scritta per Sugarpulp ed è stata pubblicata qui]

Il-Re-Giallo300dpi-666x1024Se, come me, vi avvicinerete a questa raccolta di racconti spinti dall’amore per True Detective (la serie tv cult che per ammissione del suo creatore Nic Pizzolatto è stata ispirata da quest’opera), rimarrete almeno in parte sorpresi: certo, è presente tutto il repertorio di orrore metafisico che ci aspettiamo e ci fa godere, ma al suo fianco troviamo anche racconti di tutt’altro genere, che testimoniano la poliedricità di Chambers, abile padrone di registri diversi cui dunque sta stretta la definizione di autore gotico.

E’ pacificata e votata al progresso, l’America del 1920 che viene ritratta all’inizio de Il riparatore di reputazioni, il racconto che apre la raccolta; una nazione dove tutto si muove verso un futuro di prosperità. Lentamente, però, in questa visione idilliaca si insinuano elementi perturbanti, e pian piano ci accorgiamo che lo stesso protagonista e narratore, Hildred Caistagne, è in qualche modo disturbante: sotto il suo tono pacato trattiene a stento un odio oscuro. In fondo potrebbe essere solo la storia di un malato di mente preda delle sue ossessioni patologiche; e allora perchè ci turba così tanto? La scelta di far parlare in prima persona il protagonista gioca, qui come in altri racconti, un ruolo centrale: noi lettori non assistiamo alle vicende dal di fuori, al riparo della nostra razionalità, ma veniamo a contatto col mondo interiore di Hildred; durante il suo breve ma intenso racconto vediamo la realtà coi suoi occhi, e rischiamo di esser contagiati dal suo sguardo. Il segno giallo, simbolo del Re e della follia senza via d’uscita, forse ha marchiato anche noi.

Il trait d’union che collega molte delle storie qui raccolte è appunto Il Re Giallo, un arcano testo teatrale capace, con la sola forza delle sue parole, di minacciare le fondamenta stesse della società, del vivere civile, come un subdolo veleno, affascinante e letale al tempo stesso. Cosa contiene, di così sconvolgente, Il Re Giallo? Si allude sempre ad un mistero, fatto di culti e profezie enigmatiche, del quale però non sapremo mai con precisione nulla, come se esso fosse inaccessibile agli uomini e l’unica via per penetrare nella verità che custodisce sia una feroce pazzia. Aleggia un senso di morte inesplicabile, lasciato volutamente in sospeso per creare un’angoscia che non trova mai sbocco.

Nel terzo racconto, colmo del classico repertorio gotico (una chiesa avvolta nelle tenebre, personaggi sinistri, atmosfere oniriche, entità sovrannaturali…), un prete dice che non c’è niente di cui aver paura, nulla che possa far male all’anima, ma questo libro si fonda proprio sull’idea opposta: esistono forze che nemmeno la fede può sconfiggere. Le tenebre si muovo all’interno degli uomini e vi sono momenti in cui La maschera (titolo del secondo racconto) che indossiamo per nascondere a noi e al mondo l’orrore che custodiamo salta, rivelando l’abisso che ci possiede.

Nel libro non verrà mai fatta davvero chiarezza sul Re Giallo né sulla precisa natura del suo potere orrorifico e ciò può risultare frustrante: questa sospensione, questa inconcludenza, lascia il lettore, stranito e inappagato, a chiedersi quale significato abbia ciò che ha appena letto, ma non c’è risposta, ed è forse questa la cosa più inquietante. La tensione deriva proprio dalla scelta deliberata di non spiegare tutto, di non ricondurre ogni filo dell’intreccio alla razionalità, di non tranquillizzare il lettore fornendogli tutte le soluzioni. Chambers ha trovato uno stile azzeccatissimo per alludere all’insensatezza del mondo; è proprio questa sorta di nichilismo estremo che ritroviamo nell’affascinante figura di Rustin Cohle, il tormentato protagonista di True detective interpretato da Matthew McConaughey. La difficoltà di questi racconti, ma anche ciò che li rende tuttora interessanti, è l’assenza di una morale chiara, l’impossibilità di comprenderli totalmente, di fornire loro un senso compiuto che li esaurisca. È questa una soddisfazione che viene negata ai lettori, costretti ad affrontare di petto questa irriducibilità, accettandola o rifiutandola in toto.

In questa raccolta vi sono anche racconti che non fanno riferimento al Re Giallo: uno di questi è La demoiselle d’Ys, dal sapore spiccatamente medievale, meno spaventoso e angosciante degli altri ma basato anch’esso su una situazione idilliaca turbata dall’afflato della morte e del sovrannaturale. La stessa cosa, ma virata verso un sentimentalismo pacato, avviene in Via dei Quattro Venti, dove il turbamento giunge non con l’orrore ma con l’impalpabile, dolce mestizia che si insinua nel lettore.
Il Paradiso del Profeta, una serie di brevi scene con personaggi come la Morte e l’Amore, declina in allegoria pura il tema, centrale in tutta la raccolta, delle verità superiori rivelate agli uomini. I protagonisti dei racconti spesso sono artisti: forse Chambers (pittore e illustratore lui stesso) ci suggerisce che l’attività artistica è in qualche modo profondamente collegata al disvelamento della verità e all’esperienza della morte.

Via della Prima Bomba, ambientato durante la guerra franco-prussiana, ha toni più realistici, da feulleton ottocentesco; l’orrore evocato non ha nulla di sovrannaturale: è quello, atroce ma meno angosciante perchè razionalmente spiegabile, della guerra, frutto dell’opera dell’uomo; esso si chiude, inoltre, con un lieto fine altrove non riscontrabile.

Via di Nostra Signora dei Campi e Rue Barré si svolgono tra gli artisti del quartiere latino di Parigi, ma se nel primo il mondo bohémien appare sordido, nel racconto che chiude la raccolta esso viene dipinto senza moralismo, mostrandone la gioiosa vitalità, facendo addirittura abbondante uso di un leggero umorismo.

Giustamente, in ogni, caso, la fama de Il Re Giallo è dovuta soprattutto ai racconti più gotici e perturbanti, capaci di ispirare opere contemporanee come True detective e che grazie al guizzo di insano terrore promanato da quel libro maledetto conservano ancora un fascino irresistibile.

La mia libreria su Anobii.

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