La chiave dell’ascensore e L’ora grigia – Ágota Kristóf

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

copj170.asp22L’amore è anche volontà di possedere l’altro. Quando questo istinto va fuori controllo gli esiti sono nefasti, perché un essere umano non si riduce mai ad un solo ruolo, sarà sempre anche altro rispetto alla parte che riveste in un determinato rapporto sociale (la coppia, ad esempio) e quindi non potrà mai esser totalmente dominato dall’altro.
In questi due brevi testi teatrali, Ágota Kristóf riflette sulla natura ambigua delle relazioni e sulla contraddittorietà dei desideri dando voce, soprattutto nel primo lavoro, a chi subisce l’oppressione. A tal proposito la curatrice del libro Elisabetta Rasy sostiene, nella sua Introduzione, che in entrambe le pièces è messo in scena un sacrificio:

Alle vittime non resta che una chance, nel claustrofobico spazio che sono condannate ad abitare: far sapere che c’è un’altra versione dei fatti.

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