Last days of California – Mary Miller

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]last-days-of-california-miller-clichySe tutte le famiglie felici si somigliano e ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo, Mary Miller sembra dirci però che nessuna famiglia è molto diversa dalle altre, nemmeno quelle apparentemente più strane. E, aggiungiamo noi, che anche tutte le adolescenze sono simili, persino quelle costrette a confrontarsi con la fine del mondo.

Last days of California racconta il viaggio in auto di una famiglia americana (marito, moglie e due figlie) che da Montgomery, in Alabama, vuole raggiungere la California dove, assieme ad altri eletti, assisterà alla Seconda Venuta del Salvatore, Nostro Signore Gesù Cristo. Una famiglia disfunzionale e incentrata sul fervore religioso del padre, ma percorsa da piccole e grandi divisioni tutt’altro che insolite, a partire da quelle generazionali: in un contesto come quello in cui vivono, infatti, alle figlie basta essere adolescenti per porsi in contrasto alle aspettative parentali. Tra le sorelle, però, esistono differenze: Elise, la maggiore, con la benedizione/maledizione di un corpo perfetto, è totalmente a suo agio nella contemporaneità e si ribella in maniera aperta ed esteriore negli atteggiamenti, nel modo di vestirsi, nel relazionarsi con la religione del padre; è anche incinta, ma ovviamente nessuno lo sa tranne la sorella minore Jess. E’ quest’ultima la voce narrante del libro, nonché la vera forza di un romanzo centrato totalmente sul suo punto di vista: riflessiva e più propensa a comportarsi come i genitori si aspettano, la ragazzina non prova gusto a disobbedire ed anzi ci tiene al loro giudizio. Jess però osserva i parenti con distacco, così come mantiene le distanze dal mondo che le scorre accanto, non perché si crede superiore ma, al contrario, perché prova una continua sensazione di inadeguatezza, si sente un’irrimediabile imbranata e le è impossibile prendere la vita con la disinvoltura di Elise, per la quale infatti nutre sentimenti contrastanti: attaccamento, invidia, biasimo.

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