Manituana – Wu Ming

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

manituana

1755. William Johnson, inglese, combatte con i Mohawk contro i Caughnawaga. Inglesi contro francesi, indiani contro indiani. Vent’anni dopo, i suoi eredi, latifondisti e facenti parte del Dipartimento Indiano, istituzione che regola i rapporti coi pellerossa cercando di stabilire leggi e regole per una convivenza pacifica (che urta le sensibilità di tanti), difendono l’autorità di Sua Maestà contro i coloni che vogliono l’indipendenza dall’Inghilterra. Sin dall’inizio del romanzo le cose non stanno come ce le saremmo aspettate aprendo un libro ambientato all’epoca della nascita degli Stati Uniti d’America: non c’è solo il conflitto tra indiani e bianchi, quello classico che ci è stato sempre raccontato; lo schieramento occidentale è frammentato al suo interno, ed anche l’universo indiano è tutt’altro che omogeneo: alcuni stanno con gli inglesi, altri li combattono.

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