Ischia – Gianni Mura

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

ischia

Mura ricomincia da dove ci aveva lasciati con Giallo su giallo: dal commissario Magrite e dal “giornalista” che è molto più che un alter ego dell’autore; dal Tour e dal buon cibo. Tutto come prima allora? Non esattamente, perché se personaggi e temi ricalcano quelli del romanzo d’esordio e, soprattutto, se l’architrave è ancora il cortocircuito tra realtà e finzione (portata a livelli estremi: la prima avventura scritta dall’autore è citata esplicitamente come prodotto librario, mentre Ischia è dedicato a Carlo Pierelli, quel Carletto amico di Mura di cui si parla nel romanzo), questo nuovo capitolo presenta un vistoso cambiamento, ovvero la scelta della terza persona a narrare le vicende; una presa di distanza, un passo che si muove da territori pesantemente autobiografici verso lidi più letterari, tanto che il citato “giornalista” si accomiata praticamente subito e lascia spazio al commissario, vero centro del romanzo.

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