Archivi categoria: Recensioni

Un altro da uccidere – Federico Axat

[Questa recensione è stata scritta per Thriller Cafè]

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Dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello Ted Mckay sta per uccidersi sparandosi un colpo in testa, quando qualcuno bussa insistentemente alla sua porta: spinto anche da un misterioso biglietto con la sua calligrafia (che lui non ricorda di aver scritto) che lo invita ad aprire, Ted fa entrare l’avventore, Justin Lynch, il quale afferma di sapere dei suoi intenti suicidi. Lo strano visitatore non perde tempo: lavora per un’organizzazione che si occupa di approfondire casi giudiziari sospetti; quello che propone a Ted, visto che non ha nulla da perdere dato che stava per ammazzarsi, è di uccidere un uomo colpevole di omicidio che però l’ha fatta franca in tribunale. Ma l’offerta prevede anche che Ted debba uccidere un altra persona, uno come lui, ovvero un aspirante suicida; in cambio riceverà lo stesso trattamento: venendo ucciso (come se si trattasse di un delitto casuale) il protagonista risparmierà alla sua famiglia il peso di sapere che si è tolto la vita volontariamente.

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L’amore degli insorti – Stefano Tassinari

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

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Paolo è un cinquantenne, appartenente ad una “famiglia borghese illuminata e un po’ radical, ma non chic”; negli anni ’70 ha militato in un gruppo armato di sinistra. Successivamente ha cambiato nome (si fa chiamare Emilio) per nascondere il suo coinvolgimento attivo negli anni di piombo e condurre una vita normale. Un giorno riceve una lettera da una fantomatica Sonia che afferma di conoscere il suo passato e di voler scrivere un libro su di lui. Paolo percepisce il pericolo: non solo riportare a galla quegli eventi sarebbe destabilizzante per la sua attuale condizione, ma Sonia (o chi per lei) potrebbe anche non avere buone intenzioni.

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Vi scrivo dal buio – Jean-Luc Seigle

[Questa recensione è stata scritta per Thriller Cafè]

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Vi scrivo dal buio ha come protagonista Pauline Dubuisson, una giovane donna francese esistita realmente, divenuta suo malgrado famosa in seguito alla condanna nel 1953 per l’omicidio del suo ex fidanzato Félix Bailly. L’autore, Jean-Luc Seigle, si immagina il contenuto dei quaderni che Dubuisson ha effettivamente lasciato, ipotizzando cosa possa avere scritto in essi e riportandoli come se il romanzo fosse il diario di Pauline, scritto dunque in prima persona. Il libro comincia con la protagonista che, dopo la Liberazione, si è rifugiata in Marocco per cercare quella quiete che in patria le è negata a causa del clamore suscitato dal suo caso giudiziario (trasposto al cinema in un film con Brigitte Bardot). Il memoir torna agli avvenimenti passati cercando di chiarire le circostanze che hanno portato al delitto: Pauline afferma infatti che nessuno conosce la verità perché non l’ha mai detta, nemmeno in tribunale.

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L’invisibile ovunque – Wu Ming

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

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I Wu Ming affrontano la Prima Guerra Mondiale costruendo un libro diviso in diverse parti a sé stanti, come tanti racconti che mostrano il conflitto da punti di vista particolari, gettando nuove luci su un repertorio storico che offre ancora, a distanza di un secolo, spunti da indagare per chi abbia la voglia di cercare.
Adelmo Cantelli vive con la sua famiglia (il padre, la madre ed il fratello maggiore) in un paesino sull’Appennino tosco-emiliano. Contadini, lavoratori della terra che con fatica tirano a campare. Ma il ragazzo non è attratto da quella vita, ha in mente solo la caccia. Il 16 settembre 1916 scappa di casa e parte volontario per la guerra. Dopo il suo battesimo di fuoco nelle trincee contro gli austriaci, Adelmo sente la necessità di passare agli Arditi: il reparto d’assalto è più consono alle sensazioni che prova, lì il conflitto assume i contorni che lui sta cercando.
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La ragazza senza ricordi – C.L. Taylor

[Questa recensione è stata scritta per Thriller Cafè]

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Un biglietto anonimo arriva alla protagonista del libro, una ragazza che lavora in un centro di accoglienza per animali, ed apre uno squarcio nella sua vita ordinaria: “So che il tuo vero nome non è Jane Hughes” dice la lettera, ed in effetti la donna ammette subito che il suo vero nome è Emma Woolfe e che da cinque anni finge di essere un’altra. Ma anche nell’esistenza precedente, che ci viene raccontata in alternanza a capitoli ambientati ai nostri giorni, almeno inizialmente non sembra esserci nulla di misterioso: Emma era una ragazza fragile, insicura, sottomessa sul lavoro e con un rapporto distorto con la madre, ma niente pare giustificare il cambio d’identità.

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La città dell’oblio – René Frégni

[Questa recensione è stata scritta per Critica Letteraria]

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Ralph gestisce un gruppo di scrittura per detenuti. Sin da bambino per lui la prigione ha significato “sotterraneo”, “bara” e “cimitero”. Lavorare in carcere doveva quindi essere un modo per comprendere questo mistero, ma dopo tanti anni ha scoperto “che non si addomestica la morte”.
Solitario, lasciato dalla moglie un anno prima, il protagonista condivide coi prigionieri un senso di isolamento, di alienazione rispetto al mondo esterno.

Quando non possono segare le sbarre, affilano la loro crudeltà. Ma quando la notte cala sulla prigione, in fondo alla propria cella ciascuno di loro piange pensando alla propria madre.

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La stagione del sangue – Samuel Bjork

[Questa recensione è stata scritta per Thriller Cafè]

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Una ragazza morta, trovata in una radura. Nuda, ma circondata da piume e con un giglio bianco in bocca. Come se non bastasse, nel suo stomaco vengono trovati solo residui di croccantini. Cibo per animali.
Samuel Bjørk deve avere una vera e propria passione per le sette: dopo la strana chiesa del primo romanzo, La stagione degli innocenti, tornano i rituali occulti che sfociano negli omicidi, così come si ripresentano i delitti nei confronti dei minori e, tema classico del genere, i misteri che arrivano dal passato.

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