Archivi tag: Critica Letteraria

L’amore degli insorti – Stefano Tassinari

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Paolo è un cinquantenne, appartenente ad una “famiglia borghese illuminata e un po’ radical, ma non chic”; negli anni ’70 ha militato in un gruppo armato di sinistra. Successivamente ha cambiato nome (si fa chiamare Emilio) per nascondere il suo coinvolgimento attivo negli anni di piombo e condurre una vita normale. Un giorno riceve una lettera da una fantomatica Sonia che afferma di conoscere il suo passato e di voler scrivere un libro su di lui. Paolo percepisce il pericolo: non solo riportare a galla quegli eventi sarebbe destabilizzante per la sua attuale condizione, ma Sonia (o chi per lei) potrebbe anche non avere buone intenzioni.

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L’invisibile ovunque – Wu Ming

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I Wu Ming affrontano la Prima Guerra Mondiale costruendo un libro diviso in diverse parti a sé stanti, come tanti racconti che mostrano il conflitto da punti di vista particolari, gettando nuove luci su un repertorio storico che offre ancora, a distanza di un secolo, spunti da indagare per chi abbia la voglia di cercare.
Adelmo Cantelli vive con la sua famiglia (il padre, la madre ed il fratello maggiore) in un paesino sull’Appennino tosco-emiliano. Contadini, lavoratori della terra che con fatica tirano a campare. Ma il ragazzo non è attratto da quella vita, ha in mente solo la caccia. Il 16 settembre 1916 scappa di casa e parte volontario per la guerra. Dopo il suo battesimo di fuoco nelle trincee contro gli austriaci, Adelmo sente la necessità di passare agli Arditi: il reparto d’assalto è più consono alle sensazioni che prova, lì il conflitto assume i contorni che lui sta cercando.
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La città dell’oblio – René Frégni

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Ralph gestisce un gruppo di scrittura per detenuti. Sin da bambino per lui la prigione ha significato “sotterraneo”, “bara” e “cimitero”. Lavorare in carcere doveva quindi essere un modo per comprendere questo mistero, ma dopo tanti anni ha scoperto “che non si addomestica la morte”.
Solitario, lasciato dalla moglie un anno prima, il protagonista condivide coi prigionieri un senso di isolamento, di alienazione rispetto al mondo esterno.

Quando non possono segare le sbarre, affilano la loro crudeltà. Ma quando la notte cala sulla prigione, in fondo alla propria cella ciascuno di loro piange pensando alla propria madre.

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Il richiamo delle spade – Joe Abercrombie

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richiamoIl richiamo delle spade è il capitolo iniziale della trilogia della Prima Legge, la prima incursione di Joe Abercrombie nel Mondo Circolare da lui creato. Un universo fantasy che si svela di libro in libro più interessante, tanto da costituire una lettura imperdibile per gli amanti del genere.

Tantissimi i personaggi di questa saga: si comincia con Logen, un sopravvissuto; ha visto morire i suoi amici e compagni uno ad uno, si è macchiato di azioni vergognose ed ora è stanco di tutte queste guerre, ma il sangue continua a mettersi sul suo cammino. Scampato ad un attacco dei terribili Testapiatta, ora è diretto a Sud verso un nuovo destino che lo attende. Sta accompagnando Bayaz, il Primo Mago, a reclamare il suo posto nel Consiglio Ristretto, causando sospetti e malumori nel governo dell’Unione. Nel frattempo, nelle Terre Arse ai confini di Gurkhul, Ferro Maljinn, ragazza spietata in cerca di vendetta contro l’Imperatore, si muove circospetta in compagnia del misterioso Yulmei, che pare avere poteri magici e un compito da affidarle: giungere incolume ad Adua per incontrare Bayaz; solo allora il suo destino potrà compiersi. Nella capitale il capitano Jezal si sta preparando ad un torneo, sfiancandosi in umilianti allenamenti impostigli dal suo superiore, un vero affronto per un nobile superbo. Sarà anche lui della partita, con esiti impensabili.

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Tre giorni e una vita – Pierre Lemaitre

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lemaL’ambientazione silvestre dei passatempi dei bambini; Beauval, “una cittadina in cui i figli somigliano ai genitori e aspettando di prendere il loro posto”, paese di provincia quasi sospeso nel tempo; la fabbrica di giocattoli di legno minacciata dall’avvento delle Playstation: i toni da fiaba del primo capitolo di Tre giorni e una vita si presterebbero benissimo ad una voce fuori campo tipica di certe commedie francesi trasognate, come Il favoloso mondo di Amélie. Ma non bisogna farsi ingannare: Lemaitre è lo stesso autore della trilogia noir col commissario Camille Verhœven e presto arriva una mazzata diretta al lettore. D’altronde, a ben vedere, già l’incipit del romanzo aveva anticipato qualcosa:

Alla fine di dicembre del 1999, una seria singolare di fatti tragici si abbatté su Beauval, il più terribile dei quali fu sicuramente la scomparsa del piccolo Rémi Desmedt. In questa regione fitta di foreste, soggetta a ritmi lenti, l’improvvisa sparizione di quel bambino fece scalpore e venne persino considerata da molte persone del posto come il segno premonitore di catastrofi future.

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Milena – Jorge Zepeda Patterson

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Tornano Los Azules, i quattro amici già protagonisti de I corruttori, primo romanzo di Jorge Zepeda Patterson. A dire il vero questa volta ad Amelia, combattiva leader di sinistra, Jaime, esperto di sicurezza nazionale (che in Messico, ma forse ovunque, significa esperto di spionaggio e sorveglianza illegale) e Tomás, giornalista del Mundo, il principale organo di informazione messicano, non si aggiunge Mario, l’ultimo del quartetto, ma suo figlio Vidal e il suo amico hacker Luis.
 Tutto inizia quando Rosendo Franco, l’editore del giornale per il quale lavora Tomás, muore tra le gambe chilometriche di Milena, “el femur más bello del mundo” (come recita il titolo originale di questo libro), una donna affascinante quanto misteriosa, con un passato da riscattare che sarà al centro del romanzo.
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Ischia – Gianni Mura

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Mura ricomincia da dove ci aveva lasciati con Giallo su giallo: dal commissario Magrite e dal “giornalista” che è molto più che un alter ego dell’autore; dal Tour e dal buon cibo. Tutto come prima allora? Non esattamente, perché se personaggi e temi ricalcano quelli del romanzo d’esordio e, soprattutto, se l’architrave è ancora il cortocircuito tra realtà e finzione (portata a livelli estremi: la prima avventura scritta dall’autore è citata esplicitamente come prodotto librario, mentre Ischia è dedicato a Carlo Pierelli, quel Carletto amico di Mura di cui si parla nel romanzo), questo nuovo capitolo presenta un vistoso cambiamento, ovvero la scelta della terza persona a narrare le vicende; una presa di distanza, un passo che si muove da territori pesantemente autobiografici verso lidi più letterari, tanto che il citato “giornalista” si accomiata praticamente subito e lascia spazio al commissario, vero centro del romanzo.

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