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Tre giorni e una vita – Pierre Lemaitre

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lemaL’ambientazione silvestre dei passatempi dei bambini; Beauval, “una cittadina in cui i figli somigliano ai genitori e aspettando di prendere il loro posto”, paese di provincia quasi sospeso nel tempo; la fabbrica di giocattoli di legno minacciata dall’avvento delle Playstation: i toni da fiaba del primo capitolo di Tre giorni e una vita si presterebbero benissimo ad una voce fuori campo tipica di certe commedie francesi trasognate, come Il favoloso mondo di Amélie. Ma non bisogna farsi ingannare: Lemaitre è lo stesso autore della trilogia noir col commissario Camille Verhœven e presto arriva una mazzata diretta al lettore. D’altronde, a ben vedere, già l’incipit del romanzo aveva anticipato qualcosa:

Alla fine di dicembre del 1999, una seria singolare di fatti tragici si abbatté su Beauval, il più terribile dei quali fu sicuramente la scomparsa del piccolo Rémi Desmedt. In questa regione fitta di foreste, soggetta a ritmi lenti, l’improvvisa sparizione di quel bambino fece scalpore e venne persino considerata da molte persone del posto come il segno premonitore di catastrofi future.

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Rosie e Jonh – Pierre Lemaitre

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lemaitreLe nostre preghiere sono state esaudite: alla fine dei tre noir di Lemaitre avevamo sperato in un ritorno del protagonista, il comandante Camille Verhœven; ispirandosi a Dumas e ai suoi tre moschettieri, con questo romanzo breve (che cronologicamente precede Camille) l’autore aggiunge un tassello alla sua trilogia trasformandola in “tre tomi e mezzo”.

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Camille – Pierre Lemaitre

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L’inesorabile puntualità del destino, la somma casuale delle coincidenze. È questo che ci salva, o ci condanna. Questione di pochi secondi: quelli che bastano ad Anne, la nuova compagna del comandante Camille Verhœven, per incrociare per caso due efferati rapinatori prima che indossino il passamontagna. Visti in viso, i criminali non perdono tempo e massacrano di botte la malcapitata prima di entrare nella gioielleria che vogliono derubare.

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Alex – Pierre Lemaitre

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alex-libro-thrillerQuattro anni dopo il rapimento e la la morte di sua moglie Irène (che dà il titolo al primo volume di questa trilogia noir) Camille Verhœven si è trincerato in un perimetro di sicurezza dal quale affronta solo casi “tranquilli”, evitando accuratamente quelli che potrebbero implicare nuove uccisioni riaprendo la sua ferita personale. Un giorno, però, è l’unico poliziotto disponibile ed è quindi costretto a prendersi carico della sparizione di Alex, una giovane infermiera che un testimone ha visto esser stata violentemente caricata su un furgone da un misterioso aggressore.

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Irène – Pierre Lemaitre

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IrèneCamille è un poliziotto alto un metro e quaranticinque, “una pallida copia di Tolouse-Lautrec, solo meno deforme”. Il caso che si trova ad affrontare sembra uscito da un incubo: sono stati ritrovati i cadaveri smembrati di due donne; la testa staccata, gli occhi bruciacchiati, i corpi martoriati. Il medico legale confermerà con dettagli scioccanti ciò che è evidente si dall’inizio: tortura spietata, orrore ed una follia più tremenda della morte. Sul muro, una scritta di sangue: “Sono tornato”. Di fronte a questa scena del crimine colma di nefandezze

non si tratta neanche di scoprire, come per altri delitti simili, il significato che un preciso oggetto rappresenta nella sua vita personale, perché in un certo senso, l’oggetto in sé non ha alcuna importanza. È l’insieme che conta. Arrovellarsi a cercare il significato di ogni segno non servirà a nulla. È come se cercassimo il senso di ogni frase in un’opera di Shakespeare. Così facnedo, sarebbe impossibile comprendere il Re Lear. È il senso globale che va cercato.
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