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Garguz

9 ottobre 2014

L’atteggiamento di Civati nei confronti di Renzi mi ricorda quelle ragazze il cui gesto più estremo di ribellione nei confronti del partner è non ingoiare. Caro Pippo, così il pompino glielo stai facendo comunque.

Garguz

14 maggio 2014

Renzi è presidente del consiglio grazie alla massoneria. Che lo ha votato in massa alle primarie del Pd.

Garguz

13 novembre 2013

In passato sono stato scettico sulla candidatura di Matteo. Ma ammetto che mi sbagliavo: occorre un giovane che spazzi via la vecchia classe dirigente, rea di aver portato il partito ai suoi minimi storici. Matteo (lo chiamo per nome, perchè lui parla come parla la gente ed è in contatto diretto con gli elettori) è la persona giusta. Perciò alle primarie voterò per lui. Voterò per Salvini.

L’amore ai tempi di Matteo Renzi

Io e Simona ci siamo lasciati dopo un periodo così conflittuale che ad un certo punto cercò di farci riappacificare una delegazione israelo-palestinese.
Passavamo il tempo a ferirci l’un l’altro, dicendoci che no, non era finita, con la stessa onestà intellettuale di Carlo Rossella. Dentro di me continuavo a dirmi che stavo affrontando quel momento difficile con encomiabile forza, da gran signore, ma in realtà avevo lo stesso autocontrollo di un pitbull sotto anfetamina, solo più cattivo. Le facevo domande capziose per avere le risposte che mi servivano a sfogarmi contro di lei:
“Senti questo pezzo, è il nuovo singolo di Fedez. Ti piace Fedez?”
“Il rap non è il mio genere.”
“Intendo fisicamente.”
“Mah…”
“Beh dai non è male.”
“Sì, è carino.”
“AH, ALLORA VUOI SCOPARTI IL PRIMO STRONZO TATUATO DALL’EGO IPERTROFICO CHE INCONTRI!”
“Credo che tu stia reagendo in maniera eccessiva.”
“Niente affatto.” concludevo io dando fuoco lo stereo di casa.

Ad un certo punto, quando sta per finire, l’amore si trasforma in una religione: cessi di vedere le cose razionalmente e pur di non affrontare la morte della relazione sei disposto a credere all’impossibile. Nei mesi più duri per me, quando Simona mi telefonava ubriaca solo per farmi sapere che se la stava spassando in un locale affollato di universitari allupati, uno di quei locali, ci teneva a specificare, che con me non aveva mai potuto frequentare date le mie abitudini sedentarie che facevano sembrare iperattivo un ghiro anestetizzato e vivace una discussione con Zeman, in quei momenti ero così terrorizzato dall’idea di rimanere solo che mi dicevo: è tutto uno scherzo, tra un attimo mi ritelefona e mi dice: “Sorpresa! Sono sotto casa tua con l’anello al dito!“. Loris, il mio migliore amico, quello con cui avevo condiviso sin dai tempi delle medie praticamente ogni momento della mia vita, quello che aveva assistito ai momenti più imbarazzanti della mia esistenza, quello che, per dire, era presente quando alla festa di fine anno recitai davanti all’intero liceo la mia poesia L’usignolo e la virtù e l’ilarità che scatenai era inferiore solo alla convinzione con cui lessi la mia opera, Loris, dicevo, cercava di scuotermi: “Pensi davvero che mesi e mesi di litigi, scazzi, rancori, siano solo frutto di uno scherzo? Lo pensi davvero?” “Beh, Simona è una gran burlona.” ribattevo io, al che lui mi schiaffeggiava gridando: “Come puoi non vedere che è finita? Ogni singola azione che state facendo urla al mondo che non c’è più niente tra di voi!”; ed io, di fronte all’evidenza dei fatti che Loris mi proponeva,  gli rispondevo con l’equivalente amoroso di “mistero della fede”, ovvero: “Tu non puoi capire.”.
L’amore, alla fine, è la più universale delle religioni, e svolge sostanzialmente lo stesso compito: farti aggrappare alla speranza illusoria che tutto il dolore abbia un senso.

Ecco perchè ho ripensato a Simona quando, qualche giorno fa, ho sentito il discorso di Renzi alla Leopolda. A Simona piaceva Renzi. Quando l’ho saputo non ci potevo credere; sarebbe stato meglio scoprire che mi tradiva. L’unica cosa peggiore sarebbe stata scoprire che mi tradiva con Renzi.

Mi ha colpito questo passaggio:

“Oggi la vera strada è la semplicità, è il parlare chiaro, è l’arrivare a tutti, è il non avere la puzza sotto il naso, è discutere di politica in modo semplice. […] L’atto di coraggio di cui abbiamo necessità è una rivoluzione della semplicità […] è la semplificazione che dev’esser fatta in politica; è semplice fare politica.”

Secondo me questo elogio della semplicità, che avvicina spaventosamente il sindaco di Firenze a Grillo, è il motivo del successo trasverale di Renzi, perchè rappresenta la sua totale adesione allo spirito del tempo. Peccato che la sinistra dovrebbe riporre la sua essenza nella decostruzione del mondo attuale, nello svelamento delle reali forze sociali che sostengono l’apparentemente naturale status quo (e nel conseguente suggerimento della possibilità di cambiamento) e non nell’adagiarsi all’umore superficiale che domina l’opinione pubblica. Quando dici cose su cui tutti sono d’accordo significa, semplicemente, che non stai dicendo nulla di nuovo. E quindi che non stai dicendo cose di sinistra.

Qualche sera prima ero a sbronzarmi con Loris al Caffè Inventato; eravamo cinque single allo stesso tavolo e ci gustavamo la tranquillizante euforia cameratesca che si instaura tra maschi adulti quando si parla male delle donne. Toccammo il culmine sguaiatamente liberatorio quando Loris mi mise un braccio intorno al collo e mi disse complice: “Le donne sono tutte troie!”.
La potenza catartica di questo enunciato, esattamente come l’appeal di Renzi, sta tutta nella sua semplicità: di fronte alla complicatezza delle relazioni di coppia, di fronte alle infinite difficoltà che possono sorgere nell’equilibrio tra due persone e l’universo mondo, di fronte alla dolorosa e apparentemente insensata fine di un rapporto, nessun discorso razionale reggerà il confronto con la linearità di “Le donne sono tutte troie!”. In fondo è così comodo: perchè stare a scervellarsi su cosa è andato storto, ritornare su ogni singolo momento della vostra storia chiedendosi perchè è successo e se poteva essere diverso, provare addirittura a mettere in discussione se stessi, quando basta convincersi che l’unico motivo per cui lei ti ha lasciato è che le donne sono tutte puttane?

Quella sera, come capita a tutti quanti almeno una volta nella vita, anche io ho gridato esaltato quel luogo comune, perchè alla fine anche io sono un vigliacco e piuttosto che affrontare la realtà (io e Simona ci siamo lasciati, senza un motivo preciso, perchè le cose purtroppo a volte finiscono e tutte le spiegazioni che posso darmi non riusciranno mai a comprendere la misteriosa totalità di quanto è accaduto) ho preferito offendere tutto quello che io e Simona siamo stati, nel bene e nel male, con la rassicurante banalità di una frase fatta.

Ecco, di fronte ad un mondo moderno complesso, in cui è difficile orientarsi, che richiede sforzi colossali per essere decifrato e nel quale le decisioni davvero rivoluzionarie necessitano di approfondimenti faticosi che superino la superficialità delle cose per addentrarsi nei profondi chiaroscuri dell’esistenza, Renzi non fa altro che metterti un braccio intorno al collo e dirti complice: “Sono tutte troie.”.