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L’armata dei sonnambuli – Wu Ming

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sonnaSi inizia coi corpi e con la moltitudine. La grande massa riunita in Piazza Rivoluzione per assistere alla decapitazione di Luigi XVI. Ma a dispetto della linearità con cui viene raccontata a posteriori, la Storia è il luogo dei conflitti: ancora all’alba della decollazione del sovrano, vi sono monarchici che complottano in suo favore. Per raccontare quegli eventi, dunque, occorre sposare l’eterogeneità: accentuando la polifonia già sperimentata in Manituana, ne L’Armata dei Sonnambuli i Wu Ming utilizzano diverse lingue, tra le quali spicca quella del volgo, pungente, sgrammatica, popolare. Irresistibile. I registri sono molteplici (atti pubblici, estratti da discorsi di deputati, articoli di giornale, libri) e si mischiano: il narratore esterno, la cui prosa si ibrida con termini ed espressioni gergali quando segue i personaggi del ceto più basso, si alterna ad una sorta di cantastorie che vuole “contarci” come sono andati i fatti con la voce di chi c’era. Interessante anche la scelta di italianizzare alcuni termini francesi (foborgo, rivagoscia, Palazzo Ugualità…) per avvicinare gli eventi storici ai protagonisti mostrando con chiarezza come per questi ultimi ciò che noi leggiamo col filtro dei posteri è invece viva contemporaneità.

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L’uomo dei cerchi azzurri – Fred Vargas

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uomo-dei-cerchi-azzurri-Fred-Vargas-recensioneJean-Baptiste Adamsberg è da 12 giorni commissario del 5° arrondissement di Parigi, l’unica città che può sopportare un “silvestre” come lui: uomo vago, apparentemente indolente, che si perde nel suo stesso eloquio, è però un poliziotto fenomenale, capace di risolvere i casi in maniere incomprensibili ai suoi colleghi. Possiede un intuito infallibile che gli permette di capire subito le persone, di vedere cosa nascondono (crudeltà, noia, pene d’amore); questo approccio istintivo alle indagini lo porta spesso a scontrarsi, sempre in maniera reciprocamente benevola data l’attrazione che ognuno dei due caratteri esercita sull’altro, con la razionalità del fedele ispettore Danglard, un brav’uomo (con a carico due coppie di gemelli e il figlio che la ex moglie ha avuto da un altro) inservibile al pomeriggio, quando è puntualmente ubriaco.

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Red Country – Joe Abercrombie

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Web.Cover-Red-CountryQuando il western dei paesaggi sconfinati e della corsa all’oro incrocia il fantasy dei duelli mortali, quello che viene fuori è una storia come quella di Red Country.

Shy, donna solitaria e dal passato violento, un po’ cowboy e un po’ eroina vendicativa (Abercrombie ci ha abituato bene in tal senso: vedi Monza Murcatto, protagonista del suo primo stand-alone), parte assieme al vecchio Agnello alla ricerca del fratello e della sorella minori, rapiti durante una sua assenza da dei terribili trafficanti di bambini. Il Mondo Circolare, che ci ha già offerto le peggiori nefandezze, non ci risparmia neanche questo orrore.

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Il verdetto dei dodici – Raymond Postage

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il-verdetto-dei-dodici-recensione-sugarpulp1939, Inghilterra: una giuria sta per giudicare l’imputata di un processo per omicidio. Da questo spunto tradizionale Postgate confeziona un capolavoro del giallo classico, capace di resistere al passare del tempo grazie alla sua originalità. Il verdetto dei dodici è infatti di un singolare ibrido in cui c’è sicuramente il gusto per l’enigma tipico del genere ma la cui struttura è decisamente innovativa; le regole canoniche sono conservate, ma l’autore le piega fino a distorcerle: l’iniziale presentazione puntigliosa dei personaggi (tutti caratterizzati in maniera impeccabile), ad esempio, viene dilata all’estremo e va ad occupare tutta la prima parte del libro, che sorprendentemente non fornirà alcuna informazione sul processo, ma farà restare i lettori ugualmente incollati al racconto, tanto gustosa è la descrizione dei giurati. Essi, tra l’altro, non sono affatto gli specchiati cittadini di una giuria idealizzata nel suo nobile compito di somministratrice della giustizia del Regno; basti pensare che tra loro c’è una donna, Victoria Mary Atkins, che è essa stessa un’omicida. Non troviamo quindi solo la compita alta società che pullula nei polizieschi d’antan ma anche un proletariato gagliardo, magari emerso dalla povertà grazie ad espedienti discutibili. Pur restando nel solco di uno stile asciutto e di un decoro d’altri tempi, questo romanzo restituisce un po’ di vita vera, dipinta con curata vivacità e con uno humor costante che emerge dalla prosa comunque sorvegliata scardinando le rigidità del genere con risultati veramente interessanti e piacevolissimi ancora oggi.

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Il sapore della vendetta – Joe Abercrombie

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il-sapore-della-vendetta-abercrombie-gargoyle-239x360Come ne Il richiamo delle spade, anche ne Il sapore della vendetta tutto inizia con una caduta. Fisica, oltre che metaforica. Se all’inizio del primo libro della Trilogia della Prima Legge Logen si ritrovava sul fondo di un burrone, in questo romanzo tocca alla mercenaria Monza Murcatto, dopo aver assistito all’uccisione di suo fratello Benna, esser gettata mezza morta giù da un balcone per mano del suo stesso committente, il Duca d’Orso. Monza sopravvive, seppur gravemente menomata nel fisico, e come la Sposa di Kill Bill inizierà la risalita spinta da un unico, feroce sentimento nei confronti dei sette uomini che le hanno portato via tutto: la vendetta.

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Batman. Urla nella notte – Archie Goodwin, Scott Hampton

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batman-urla-nella-notte-recensioneCome al solito, Gotham è in balia del crimine: un’intera famiglia è stata sterminata, inaugurando una lunga scia di sangue proprio durante le festività natalizie; per le strade circola una nuova droga, potente e letale: anello dopo anello, Batman cerca di risalire la catena malavitosa per arrivare ai boss del narcotraffico. Sull’altro fronte della sua vita, quello che risponde al nome di Bruce Wayne, il nostro eroe sta finanziando una fondazione che si occupa di bambini molestati, ennesima tragedia di una città che non conosce pace.

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Numero zero – Umberto Eco

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Numero-Zero-Umberto-Eco-recensioneColonna, per sua stessa ammissione, è un uomo senza qualità: dopo essersi barcamenato con una serie di lavori saltuari, tutti legati al mondo dell’editoria, viene ingaggiato da Simei, uno strano giornalista maneggione, per scrivere un libro su un quotidiano, Domani, che non uscirà mai.

Quando inizia il romanzo, sabato 6 giugno 1992, il protagonista narratore è in pericolo: sembra di capire che i servizi segreti vogliano impadronirsi di un dischetto in suo possesso. Cosa contiene? Inizia un flashback, che durerà per tutto il libro, in cui ci toccherà immergerci nella strampalata redazione di questo fantomatico quotidiano e capire così in che razza di storia Colonna sia invischiato.
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